
IL PAPA AMERICANO
Habemus Papam: è dalla morte Di Francesco Bergoglio che quasi tutti i miei colleghi hanno provato, chi più chi meno, a fare l’astro papa, con esiti il più delle volte assolutamente fantasiosi, per due ragioni fondamentali: l’assenza dell’ora di nascita, credo, per l’assoluta maggioranza di costoro; e la grande difficoltà, non parlando con questi soggetti, di capire il modo in cui vivano un’eventuale candidatura o elezione al soglio pontificio.
Chi pratica l’astrologia sa che spesso un grande risultato può essere accompagnato da pessimi transiti che indicano la fatica compiuta, le lotte con i rivali, le immense responsabilità che possono derivare da un grande successo; per non parlare dei cambiamenti inaspettati di vita che possono stravolgere la quotidianità e la serenità di una persona anche se al contempo lo rendono potente ed indimenticabile.
L’astrologia può e deve fare previsioni, ma vanno fatte nelle condizioni migliori: vale a dire con tutti i dati necessari e con un profondo dialogo con il soggetto interessato dalla previsione, che possa fornire un minimo di bussola.
Non avendo ancora certezza dell’ora di nascita che gira in rete già da ieri sera mi astengo dal leggere il tema di Leone XIV, anche perché ne troverete il web pieno di letture similari, fra l’altro a rischio di essere sconfessate non appena sapremo con relativa certezza i dati corretti. Voglio proporvi invece una lettura molto più interessante e ricca di spunti.
Da svariati anni svolgo delle ricerche di astrologia mondiale e sono arrivata alla conclusione che sul tema Natale di uno stato si possono leggere la maggior parte degli accadimenti che lo riguardano, dagli effetti di un tifone fino alla notorietà estrema di un loro cittadino. Il punto è che bisogna anche qui essere piuttosto certi dell’orario di nascita di una nazione, e non prendere per buono Il dato ufficiale.
Avevo già svolto in passato delle ricerche sul tema di nascita degli Stati Uniti, patria del nuovo pontefice, e già da ieri mi sono detta che un evento di tale risonanza doveva essere per forza segnato sul tema USA, ma non su quello universalmente considerato.
Quando possiamo considerare la loro nascita? Storicamente si commemora il 4 luglio, in onore della dichiarazione d’Indipendenza firmata in quella data da Washington. Ma gli astri non si regolano con le firme, bensì con la nascita e morte di qualcosa, o con la sua profonda trasformazione in qualcosa di completamente diverso.
Cito da me stessa:
Dopo studi e ricerche approfonditi, ho individuato la data più pertinente: 9 aprile 1865 alle ore 15.45, ad Appomattox.
In quel momento storico il generale Lee firmò la resa degli stati del Sud all’unione nordista.
Cito da Wikipedia: “Vestito con un’immacolata uniforme grigia, gli stivali perfettamente puliti, una sciarpa rossa ai fianchi, la sciabola con l’elsa d’oro cesellato, Lee attese l’arrivo di Grant. …. Dopo aver redatto i termini della resa, entrambi i generali firmarono il documento alle 15.45 di quella domenica 9 aprile 1865.
Un intero modo di pensare all’economia e alla modernità si allontanò dalle pagine di storia galoppando con il generale Lee; e apparve, come una fenice dalle cenere di polvere da sparo, la vera e prima Nazione degli Stati Uniti: poiché quella uscita dalla dichiarazione del 1776 era solo, nei fatti, un’unione politica di stati diversi, fondati da etnie diverse in secoli diversi, riuniti per far fronte comune all’Inghilterra imperialista che ne voleva il dominio, ma per il resto assai lontani in questioni come gestione economica, legislazione, fede religiosa, in alcuni casi persino lingua parlata.
La guerra di secessione diede a quegli stati, tutti, quello che mancava loro per essere davvero una nazione: un passato comune, del sangue versato insieme, delle date da tutti ricordate, dei personaggi da tutti riconosciuti come grandi AMERICANI; e leggi comuni, ambizioni comuni, e non ultima una forte migrazione interna che addolcì molte differenze favorendo quel melting pot, crogiuolo di razze e culture, di cui vanno molto fieri.
MI sento di sostenere che la firma di quella resa cancellò con un tratto nero un puzzle per regalarci un quadro. E le stelle?
Io non so come si sia potuto ritenere che gli Usa fossero del Cancro. Da come li giri, non vedo assonanze, nemmeno volendo calcare la mano.
Il tema eretto per la data da me indicata si presenta con un perfetto sole Ariete, in casa VIII, gli investimenti e i grandi capitali, al trigono di Urano in X: successo e predominio anche grazie ad un elevatissimo sviluppo tecnologico, per il quale non si lesinano investimenti; ritorno del valore casa VIII. E poi, non si può certo negare che il belligerante Ariete ci parli degli Usa più del timido e introverso Cancro.
Urano in X, cambiare il mondo, e dominarlo, tramite l’innovazione: l’uomo sulla luna, adesso internet, e i social media, in futuro chissà.
Marte sempre in X: l’arte della guerra al servizio della politica, connesso in sestile con plutone anche in casa VIII: le armi nucleari (Pluto) gestite da marte per scopi militari e di predominio.
Asc in Vergine: l’etica del lavoro come base della costruzione di maturità e autonomia, meritocrazia, unico paese al mondo in cui un lustrascarpe emigrato, lavorando sodo e risparmiando e investendo, poteva divenire il miliardario Carnegie.
Come disse il mio professore di Letteratura americana, “negli Usa è successo solo una volta, ma in Europa mai, è la differenza fra il sì e il no”.
Luna in Bilancia, mal messa da sole, marte, urano, Giove, è il costante rinunciare alla via diplomatica a favore del conflitto. Sfortuna generale delle donne al comando: mi ricordo che, quando Hillary Clinton si candidò, prima perse la candidatura del suo partito conto Obama e poi le elezioni contro Trump; e non potei non notare che in Usa, terra ancora intrisa di razzismo, piuttosto che una donna hanno preferito votare un nero. La luna così mal disposta ci racconta anche l’assenza di una madre, cioè la nascita a ondate dei vari stati, la rivolta contro l’Inghilterra matrigna e la guerra civile come momento fondante.
Concluderei (ma ci sarebbe tanto da dire) con quello che a me appare il dato persino più importante: Giove in casa IV, il suolo patrio, opposto pesantemente ai valori di casa X: chi ha studiato un minimo la storia degli Usa, sa che il mito della frontiera senza fine è uno dei valori più forti di quel popolo.
Ora prendiamo il tema Natale degli Stati Uniti da me elaborato in base a questa data storica così significativa e proiettiamoci i transiti di ieri sera al momento dell’elezione di Prevost.
Prima di tutto è interessantissimo il fatto che Giove di transito sia in congiunzione ad Urano in campo decimo, in opposizione a Giove Natale in quarta. Un americano che diventa Papa per la prima volta nella storia, improvvisamente, com’è nella natura uraniana poiché è successo contro ogni tipo di previsione, segna un sicuro successo della cultura statunitense; anche se di fatto il cardinale in questione, vestendo gli abiti papali dice addio definitivamente alla sua natura americana. Contemporaneamente Urano in Toro è congiunto alla venere in nona, casa degli alti prelati e della cultura superiore, e di nuovo segna un evento improvviso, positivo e accaduto all’estero.
Plutone di transito attraversa la casa quinta è attualmente in perfetto trigono alla luna in prima: la casa e indica che un figlio di questa nazione ha conquistato un potere enorme- Plutone- ed una fama mondiale – la luna; anche se il transito di Saturno e Nettuno in settima, casa dei nemici, ci preannuncia che probabilmente il soggetto non sarà così favorevole all’amministrazione USA di questo periodo, ho letto che aveva già espresso sui social delle critiche alle decisioni di Trump e del suo vice.
Giove, in questo momento in trigono a Saturno Natale, in seconda, mi induce a pensare che oltre a questioni economiche di cui non posso sapere né avere certezza per cui mi astengo, di sicuro questa elezione permette al mondo intero di avere un’immagine diversa degli Stati Uniti, della profonda morale protestante e del dilagante laicismo di quella società.
Sappiamo dalle scoperte di Lisa Morpurgo quanto la casa seconda sia legata all’immagine che diamo nel mondo. Nel giro di qualche anno Plutone di transito sarà sestile al Nettuno in settima natale, e qui si aprono scenari fra i più svariati, da un ritorno di fede nella popolazione fino ad uno scontro aperto con l’egemonia vaticana. Staremo a vedere ovviamente. Non posso però non rimarcare che il tutto è avvenuto anche con il sole di transito in casa nona, cioè un evento luminoso e importante accaduto in terra straniera ma che ci riguarda, e Marte in undicesima, un evento che colpisce la collettività intera costringendola a farci i conti nel bene e nel male.
Mi auguro che questo lungo studio vi abbia interessato e vi abbia indotto delle riflessioni su come il tema Natale di una nazione vada accuratamente ricercato nelle pieghe della storia, e come sul suo tema ci si possano leggere tutti gli eventi significativi che quella nazione può vivere in un dato momento storico.



3 Comments
Amata sei davvero una voce autorevole nel mondo dell’astrologia ! Con equilibrio, competenza, serietà , metti a servizio le tue conoscenze esprimendoti in modo impeccabile , anche su temi controversi , complessi, come quelli che riguardano l’elezione di un Papa. Complimenti! E ‘ entusiasmante seguirti!
E’davvero autorevole il modo di fare astrologia di Amata Gioviale ! E’ equilibrata , competente , scrupolosa nel riportare il frutto delle sue
conoscenze con grande onestà intellettuale! Rende onore alla vera astrologia e ci appassiona fortemente , così da voler approfondire questo ambito straordinariamente affascinante!
Un punto di vista veramente interessante, trasversale e lungomirante