
20 secondi
L’altra sera ho fatto tardi a vedere una serie tv; fra un episodio e l’altro c’era sempre una fase di 20 secondi, lancio della puntata successiva, che potevi saltare con il tasto accedi subito.
20 secondi, che se non riesci ad aspettare puoi azzerare. Mi sono chiesta: ma perché? Che ci devo fare con questi secondi? Cosa cambiano nella mia giornata?
In 20 secondi, posso fare un sorriso a chi mi fa compagnia. Bere qualcosa di dissetante. Accomodarmi meglio sul divano. Pensare allo svolgersi degli eventi della fiction e magari condividere le mie osservazioni. Ma ti dicono: puoi velocizzare. Puoi correre. Puoi guadagnare ben 20 secondi.
Se ci pensate bene, il messaggio che arriva è farneticante: dobbiamo andare di fretta, dobbiamo ingoiare a forza ciò che ci proponete, come le oche con il grasso…. Che poi vengano uccise per fare il patè. Dobbiamo essere produttivi.. voi direte che è solo una possibilità. Io vi dico che è manipolazione nascosta. Chi di voi potendo cliccare su “salta intro” non lo fa? Non è difesa dalla noia, è metterci dentro una centrifuga e farci arrivare alla peggiore delle prigioni, la nevrosi del tempo.
Nello stesso filone di pensiero mi sovviene dello spot in cui una donna stanca di impegni che la rendono sopraffatta di carichi, ben rappresentati da una pioggia di post it gialli, che si riprende grazie alle virtù di uno stimolante. Ma una persona esaurita si deve fermare, riposare, svagarsi, non doparsi per fare tutto. Anche qui, il messaggio che il tempo non impiegato è perso: ma la verità è l’esatto contrario.
Perché saper attendere, e nel frattempo pensare e lavorare su noi stessi, è l’anticamera della libertà. Godersi i ritmi normali della vita nella piccole cose ci abitua a sapere attendere quelle importanti, a capire che il tempo è un grandissimo mezzo e talora il migliore dei farmaci.
Se ci fate caso, la maggior parte delle terapie olistiche che tanto consenso raccolgono, alla fine hanno tutte un comun denominatore: il fermarsi. Che sia disegnare un mandala, fare un bagno di gong, sedute di reiki, sintonizzarsi con il proprio elemento, con l’energia dei boschi, con l’albero genealogico, il ciclo femminile, sono tutti modi per arrestare le frenesia; perché dobbiamo trovare una giustificazione per farlo: sto prendendo tempo per una terapia, un viaggio interiore che mi rende migliore, mi dedico alla mia evoluzione. Ma a cosa vi serve evolvervi se poi non avete il tempo di vivere?
Astrologicamente, il tempo è rappresentato da Saturno, il pianeta che chiede sacrifici, taglio delle zavorre, ma con la lentezza che gli è consona, perché le anime hanno bisogno di tempo, come le grandi costruzioni durature che Saturno ci permette di raggiungere, unico e solo signore dell’eterno nella cosmogonia zodiacale. Ciò che realizza, resta, immortal sospiro per storpiare il povero Manzoni. Saturno spesso in un tema indica ciò che realizzeremo tardi, di transito il passato che ritorna per essere nuovamente soppesato ( esaltazione in bilancia) e riutilizzato o definitivamente messo da parte.
Urano invece è il pianeta che con la sua azione scardinante dello status quo ci proietta in un futuro elettrizzante e convulso, stimolando fino all’eccesso le nostre reazioni nervose e la nostra lucidità.
Di recente, abbiamo vissuto il lungo transito di Plutone in capricorno, segno retto dal grigio e plumbeo Saturno, e i suoi valori sono stati trasformati, messi in discussione, dal passaggio del signore degli inferi. Dopo il transito del decimo pianeta, nulla è più come prima, i valori di un segno vengono rovesciati e portati a bollore. Urano invece sta terminando il passaggio settennale in Toro, il segno che invoca la lentezza esistenziale come fusione con i tempi della natura, che sono eterni, legati alle fasi delle stagioni e del dono di cibo da parte del pianeta.
Il seme piantato a novembre sotto le foglie morte lentamente germoglia, e a primavera, cioè a tempo debito, fiorirà e poi fruttificherà. Questo processo non è alterabile. Il toro lo sa ed è consapevole che il rispetto del giusto ritmo è il segreto per avere quello a cui anela, cioè un raccolto abbondante che regali sicurezza. Urano ha spezzato con la sua energia al contempo centrifuga e centripeta il legame dell’umanità con i ritmi naturali.
La combinazione dei transiti urano -plutone ha indotto sempre più il disprezzo di quell’ozio creativo tanto caro ai latini come fonte di pensiero e progettualità; e se posso, il passaggio di saturno in pesci ha davvero sfumato e annebbiato il povero pianeta nei suoi contenuti migliori.
Perché ho scritto questo? Perché volevo sottolineare che senza cercare chissà quali novità, ( comunque benvenute) nell’astrologia si trovano tante risposte, che altre discipline non possono fornire, e che ci segnalano dove migliorare, individualmente e come collettività.
Sono grata all’Universo che la cultura olistica si diffonda sempre più, ma non dimentichiamoci mai che se guardi troppo dentro ti arrotoli, se guardi all’indietro mentre cammini vai a sbattere, ma se guardi il cielo puoi solo volare.


