
Guerra non tanto lontana
Sono purtroppo invasa di richieste di un’analisi delle due guerre in corso, una nel cuore dell’Europa, una solo poco più lontana, in quel Mediterraneo culla di cultura, patrimonio spirituale che davvero sembra non essere sufficiente a fermare l’orrore.
Ho molto esitato ma capisco che, se l’astrologia deve uscire dal ghetto e riacquistare il suo ruolo nel mondo e nelle università, deve accettare di confrontarsi con la realtà.
Premetto che io come persona non intendo manifestare simpatia per nessuna fazione e che spero sempre, ogni giorno, che il richiamo del bene permetta ai popoli di convivere in proficuo scambio e vicendevole rispetto.
Partiamo dalla situazione in Palestina, che da terra santa sembra divenuta solo una costante sede di carneficine, dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il mio primo ostacolo è stato che sia per Israele che per lo Stato Palestinese, non da tutti riconosciuto, abbiamo due temi natali disponbili e ovviamente ho dovuto sceglierne uno su cui lavorare.
Per Israele, ho scelto la liberazione giuridica dal governatorato britannico; per la Palestina, la firma degli accordi di Oslo sulla legittimità palestinese sui territori.
Uno dei punti di partenza per analizzare il conflitto arabo-palestinese attraverso l’astrologia è l’anno 1948, la fondazione dello Stato di Israele. In astrologia mondiale, il ciclo di Saturno e Plutone è spesso associato alla nascita di nuovi poteri e alla trasformazione delle strutture geopolitiche. Come rilevato da André Barbault, uno dei principali astrologi mondiali, questo ciclo coincide con eventi di grande portata, e il suo studio delle configurazioni planetarie del XX secolo ha dimostrato come il ciclo Saturno-Plutone sia correlato alle crisi politiche e militari globali. Nel 1948, Saturno era in Leone, segno di regalità e leadership, mentre Plutone era anch’esso in Leone, amplificando la portata degli eventi. Barbault osserva che i transiti di Plutone sono spesso legati a profonde crisi e trasformazioni strutturali, e la creazione di Israele segna proprio un momento di enorme cambiamento nel Medio Oriente.
Analizziamo innanzitutto il tema dello stato di Israele: quello che ci interessa osservare è l’accumulo di pianeti sulla cuspide del discendente, fra l’altro in Leone; l’ammasso è un chiaro indicatore di una visione bellicosa dell’esistenza, dalla sensazione che sia necessario estirpare il nemico alla radice, una reazione difensiva che trova ragione astrologica nella posizione di Marte, e storica nella sensazione di essere stati i grandi perseguitati della storia fra diaspora, ghettizzazione e persecuzione fino all’olocausto. Mercurio in quarta ci dice che il pensiero è costantemente rivolto al passato, nonostante l’asc acquario che si esprime nella avanzata tecnologia; Nettuno in ottava contribuisce ad una visione a tratti farneticante. Giove in undicesima, fra l’altro nel suo domicilio, il Sagittario, ben ci racconta l’enorme afflusso di denaro, di potere e di appoggi che arriva ad Israele dalla comunità ebraica sparsa in tutto il mondo, e connota benissimo uno stato che si fonda su appartenenza religiosa.
Eppure con quel bel mercurio in quarta la nazione potrebbe sicuramente essere gestita – e forse in un futuro lo sarà – con intelligenza e cultura, e quella bella Venere in casa quinta forse un giorno regalerà ai figli di questa nazione una serenità dopo millenni di lotte e ghettizzazioni.
Ovviamente quello che ci interessa qui è analizzare i transiti per capire gli eventi futuri dove andranno ad apportare dei cambiamenti.
Ora, a breve Giove opporrà se stesso e questo aspetto mi dice che ad Israele potrebbero venire all’improvviso a mancare molti dei suoi appoggi internazionali, che andranno a bloccarsi, come sempre succede quando Giove è in cattivo aspetto di transito con un punto focale del tema. Probabilmente sarà una situazione transitoria, legata a scambi di denaro e commerci, ma di certo nel mentre di un conflitto sarà un ostacolo con cui confrontarsi. Ma temo che l’aspetto in assoluto più duro sia il passaggio di Urano sul Sole, che dopo poco andrà poi a entrare in casa quarta, verso l’estate, comportando una previsione abbastanza certa di cambiamenti radicali in patria, forse sommosse dall’interno, forse grandi eventi che scuoteranno l’opinione pubblica; e dato che il transito andrà a permanere per circa 5 anni sul cielo d’Israele è evidente che alle prossime elezioni sia politiche che amministrative questa nazione conoscerà dei rovesci di situazione abbastanza epocali.
Questo quadro astrale fa veramente ben sperare in un ridimensionamento della bellicosità israeliana e in un sentimento di stanchezza e rifiuto per una situazione che ha già compromesso le vite di diverse generazioni.
Quando poi Plutone dall’acquario arrivando all’ascendente ed opponendosi quindi a Plutone, Luna e Saturno, scatenerà una necessità di profonda trasformazione di questo stato, credo che assisteremo ad una definitiva sistemazione della questione arabo palestinese in cui Israele dovrà rinunciare ai suoi obiettivi; e dovrà inaugurare un nuovo stile politico e di convivenza con le nazioni confinanti. Non escludo che questo percorso possa essere per Israele estremamente doloroso per qualche ragione, poiché le trasformazioni di Plutone non accadono mai in modo leggero e gestibile.
È curioso osservare che il medio cielo di Israele cada seppur per una manciata di centesimi di grado, in scorpione, segno e simbolo da sempre associati all’ebraismo, ed il medio cielo è sempre il punto della massima realizzazione e del cammino di vita di qualunque persona o entità.
Analizziamo ora il tema natale del sofferente Stato palestinese, che vi ricordo non è da tutti riconosciuto, anche se membro osservatore all’ONU; sottolineo che la dicitura Palestina si riferisce ad un territorio che è sempre stato occupato da qualche civiltà; facente parte dell’impero ottomano, al suo dissolvimento fu dichiarato governatorato anglosassone, e tale rimase fino all’epoca moderna. In base agli accordi delle potenze occidentali successivi alla seconda guerra mondiale, che volevano creare due Stati, uno arabo e uno israeliano, in quelle zone, coloro che avevano abitato quei terreni per secoli e giustamente rivendicarono su quelle terre la totale proprietà, e proprio da questo ne sono discese tutte le terrificanti vicende che accompagnano i nostri telegiornali ormai da troppo tempo.
Il tema Natale dello Stato della Palestina guarda caso anche qui presenta due corpi celesti, vale a dire Nettuno ed Urano, proprio nella casa settima, indicando nemici in quantità, che colpiscono sia su basi ideologica per la presenza di Nettuno, sia per la convinzione di essere apportatori di di un futuro migliore grazie a Urano e Saturno. Saturno e Luna in nona casa spiegano benissimo la difficoltà di farsi riconoscere dalla comunità internazionale come stato indipendente, con tutte le garanzie che questo può prevedere in caso di conflitto; e quel Marte bellissimo nel suo domicilio in campo decimo ci racconta le due facce della stessa medaglia: la necessità di fare la guerra per realizzarsi e l’eccesso di violenza a cui spesso sono dovuti ricorrere ai tempi del giovane Arafat, per farsi ascoltare. Anche qui sole e mercurio in undicesima raccontano di aiuti politici importanti e per fortuna una dolce Venere in cuspide dodicesima in trigonocrazia, promette sul lungo periodo una distensione proficua e accudente.
Veniamo ai transiti: Urano opposto a Plutone non fa presagire nulla di buono di solito, ma in questo caso potrebbe anche essere la definitiva cessazione di un tipo di conflitto apportatore solo di morte, improvviso e definitivo, considerando – come abbiamo visto precedentemente – che tale transito coincide con la congiunzione di Urano al sole d’Israele. Saturno fra poco si congiungerà perfettamente al medio cielo garantendo a questo stato una realizzazione profonda, duratura e guadagnata con una sofferenza prolungata nel tempo e una capacità di resistenza assolutamente fuori dal comune. Il fatto che in pochi anni Saturno si congiunga poi al Marte natale ci parla di una razionalizzazione e standardizzazione della difesa e dei confini di uno stato, che non penserà più ai missili ma una ricostruzione con impegno e sudore.
Da questo punto di vista, che una profonda trasformazione anche dello Stato di Palestina sia nei disegni dell’universo, è data dal fatto che in una manciata di anni inizierà quel bellissimo transito di Plutone nella casa che regge, vale a dire l’ottava, rendendo inevitabile un affacciarsi a una manifestazione di vita completamente diversa da quella precedente, probabilmente anche con nuove leggi e nuove responsabilità all’interno della comunità internazionale.
Mi sia concesso notare che entrambi i paesi immersi in questa diatriba ormai quasi secolare appartengono entrambi al segno del toro, segno profondamente connesso con l’amore per la terra, anzi per la propria terra, le sue colline, i suoi profumi, i ricordi che suscita e il cibo che permette, ma anche con il concetto basilare di “certezze” sulle proprie risorse, in primis la propria patria.
Nel caso della Palestina l’ascendente cancro va a rinforzare questo desiderio di trovare finalmente un confine certo, un nido dove crescere, mantenere e sviluppare la propria cultura, mentre l’ascendente acquario di Israele non può che proiettarli costantemente verso un futuro tecnologico e politico alla ricerca della libertà.
La guerra in Palestina e tutte le tensioni medio orientali da esse derivate, sono destinate non a scatenare la terza guerra mondiale, ma a risolversi definitivamente in un tempo variabile fra i cinque e i dieci anni. Non è la prima volta che un conflitto dura lustri, in Europa abbiamo avuto la Guerra dei trent’anni, dei cent’anni, e molti altri eventi politici bellicosi di lunga durata.
Ma dall’esame appena svolto, si vede immediatamente che per gli astri, questo sta lentamente scivolando verso una fase in cui, dopo aver toccato il fondo, si risalirà. E del resto, Plutone in aquario ha sempre dimostrato di avere un ruolo pacificante; e anche qui, la storia è maestra:
Ecco altri esempi di guerre che si sono concluse durante i transiti storici di Plutone in Acquario, a sostegno della mia interpretazione:
Guerre persiane (449 a.C.) – Plutone in Acquario nel periodo intorno al 430-411 a.C. ha coinciso con la fine delle Guerre Persiane, che portarono alla supremazia di Atene e all’inizio dell’Età d’Oro della Grecia.
Caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) – Intorno al periodo di Plutone in Acquario tra il 430 e il 453 d.C., l’Impero Romano attraversò profondi cambiamenti e destabilizzazioni che culminarono con la deposizione dell’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, nel 476 d.C. Questo evento sancì la fine formale dell’Impero e l’inizio del Medioevo europeo.
Fine delle Crociate (1291) – Con il transito di Plutone in Acquario dal 1286 al 1308, si concluse l’epoca delle Crociate con la caduta di Acri nel 1291, l’ultimo grande avamposto crociato in Terra Santa, segnando la fine delle ambizioni cristiane in quella regione e una trasformazione delle strutture politiche e religiose in Europa e nel Medio Oriente.
Guerra dei Trent’anni (1648) – Durante il transito di Plutone in Acquario dal 1532 al 1553 e poi dal 1777, si è verificata la fine della Guerra dei Trent’anni con la Pace di Vestfalia, che ha segnato la fine di un’era di guerre religiose in Europa e l’inizio di nuove strutture di potere basate sulla sovranità nazionale.
Guerra civile inglese (1649) – La fase in cui Plutone entrò in Acquario (1532-1553 e poi 1777-1798) vide trasformazioni radicali che anticiparono e influenzarono la guerra civile inglese del 17° secolo. La sua conclusione nel 1649 con l’esecuzione di Carlo I e la proclamazione della repubblica sotto Oliver Cromwell avvenne con un forte movimento verso il cambiamento e la ristrutturazione sociale e politica che caratterizzano l’influenza di Plutone in Acquario.
Guerre napoleoniche (1815) – Il transito di Plutone in Acquario tra il 1777 e il 1798 ha coperto la fase della Rivoluzione francese, ma il periodo successivo, con Plutone in Capricorno e poi in Acquario (dal 1798 al 1823), ha visto la caduta finale di Napoleone nel 1815, segnando la conclusione delle guerre napoleoniche e un importante riassetto dell’Europa.


