
Astrologia e Sacre Geometrie Celesti
Nel corso da poco concluso di geometria sacra si è a lungo riflettuto su come l’universo sia energia, quindi matematica, ma espressa in forma geometrica e quindi come gli aspetti astrologici siano solo un’altra emanazione di questa configurazione universale
Forme rare come il Pentagramma e il Sigillo di Salomone nei temi natali, il significato esoterico delle figure geometriche nei transiti planetari e l’attivazione delle energie armoniche attraverso i modelli astrologici costituiscono un territorio affascinante quanto inesplorato della sapienza antica, capace di mostrare agli occhi iniziati le segrete corrispondenze fra macrocosmo e microcosmo.
Sin dai tempi più remoti, infatti, astrologia e geometria sono apparse come linguaggi universali attraverso i quali il divino si manifesta nell’umano e l’umano, a sua volta, si eleva verso il divino. Pitagora stesso, nella scuola iniziatica di Crotone, insegnava ai discepoli che «il numero governa l’universo». Così le geometrie celesti diventarono strumenti simbolici di comprensione delle realtà spirituali più elevate, e di queste alcune configurazioni divennero particolarmente pregiate, quali il Pentagramma e il Sigillo di Salomone.
Il Pentagramma, la stella a cinque punte, non è figura casuale, bensì simbolo potentissimo dell’unione degli elementi naturali con lo Spirito divino che li governa; come scrive Agrippa nel suo “De Occulta Philosophia”: «la Stella Pentacolare è immagine dell’uomo microcosmo che racchiude in sé terra, aria, fuoco, acqua e spirito, sintetizzando così in un unico simbolo l’interezza della creazione».
Quando questa configurazione si presenta nel tema natale di un individuo, con cinque pianeti perfettamente allineati a formare angoli precisi di 72 gradi, è evidente che l’anima abbia scelto una incarnazione finalizzata a esprimere e integrare pienamente l’equilibrio cosmico.
Questo simbolo potente, che fu caro anche agli alchimisti, appare nei temi natali di personalità destinate a incarnare principi evolutivi elevatissimi, in grado di influenzare positivamente l’ambiente e gli altri, diffondendo energia armonica che si propaga dall’interno verso l’esterno. Il Sigillo di Salomone, altresì noto come esagramma o Stella di Davide, costituito dall’intersezione di due triangoli equilateri opposti, rappresenta l’unione di polarità contrarie, l’alchimia perfetta dell’alto e del basso, del maschile e del femminile, dello spirito e della materia.
L’astrologo esoterico Dane Rudhyar ricorda, a tal proposito, che «questa figura geometrica rappresenta il punto più alto della sintesi spirituale, la Grande Opera alchemica in cui tutte le dualità vengono trasmutate in unità superiore».
Nei temi natali, il Sigillo di Salomone, formato da due Grandi Trigoni sovrapposti e perfettamente incrociati, indica un’incarnazione estremamente rara e altamente spirituale, poiché porta con sé l’energia di una coscienza che ha già attraversato molteplici cicli evolutivi, pronta a una missione di grande equilibrio e integrazione, capace di sanare divisioni e conflitti attraverso l’unificazione simbolica degli opposti.
La sacralità geometrica dei pattern astrologici si manifesta non soltanto nella carta natale ma anche e soprattutto nei transiti planetari, veri e propri ponti tra cielo e terra capaci di catalizzare specifiche energie e attivare dimensioni latenti della coscienza umana. Come scriveva la grande astrologa Lisa Morpurgo, ogni pianeta è custode di «un’energia primordiale capace di imprimere nella materia il proprio sigillo cosmico». Quando i transiti planetari formano precise configurazioni geometriche, si crea dunque una porta di comunicazione fra il piano terrestre e dimensioni superiori dell’esistenza.
Un sestile, ad esempio, non è semplicemente un aspetto astrologico armonico fra due pianeti distanti sessanta gradi, bensì un’occasione per attivare specifiche energie creative che risuonano secondo il numero sei, legato nella filosofia pitagorica alla perfezione del cosmo.
Allo stesso modo, un trigono, con i suoi angoli di 120 gradi, evoca e attiva le armoniche superiori del numero tre, che incarna la Trinità sacra, l’equilibrio dinamico fra padre, madre e figlio spirituale. Per attivare concretamente queste energie armoniche, il praticante consapevole, che conosce e rispetta le antiche leggi delle corrispondenze, deve necessariamente entrare in risonanza interiore con i pattern astrologici, attraverso la meditazione profonda sui simboli astrologici e la consapevolezza del proprio personale cielo interiore. Per dirla con le parole di Robert Hand, noto astrologo contemporaneo, «le configurazioni celesti diventano operative solo se accolte dalla coscienza dell’individuo che le vive e le attiva».
Non si tratta dunque di un automatismo, bensì di una sottile opera interiore volta a sintonizzarsi consapevolmente con la frequenza cosmica che la geometria celeste porta con sé. Lisa Morpurgo, a tale proposito, suggeriva l’impiego di oli essenziali e incensi rituali in grado di risvegliare e stabilizzare le vibrazioni specifiche di ciascun pianeta, armonizzando così il campo energetico umano con quello celeste e rendendo attiva e operante l’influenza geometrica celeste nella vita quotidiana.


