
Astrologia mondiale, il mio errore e una questione di metodo
A luglio scorso scrissi, sull’onda della candidatura della Harris, un articolo in cui applicavo l’arte della previsione alle elezioni, e mi sembrava che gli USA fossero pronti per una nuova epoca, con una guida fortemente venusiana e femminile, animati da un grande senso di cambiamento rispetto al passato. L’interpretazione che diedi era evidentemente sbagliata e di questo farò tesoro, già sin da ora ponendomi domande a carattere procedurale.
Di certo l’astrologia mondiale è una delle discipline in cui le previsioni sono più affidabili, perché abbiamo millenni di storia per verificare gli effetti di certe configurazioni planetarie sia a livello di cicli planetari, che di movimenti culturali e di rinnovamento politico – sociale, e non dobbiamo fare i conti necessariamente con emozioni, paure, e progetti del singolo individuo che vanno conosciuti e analizzati con la persona. Ogni volta che ho fatto delle previsioni su guerre, pandemie e cambiamenti nelle energie politiche internazionali sono riusciti ad anticipare dei fatti con una certa precisione; nelle competizioni elettorali però entrano in gioco inevitabilmente anche i destini dei singoli individui; ed io sono abbastanza refrattaria ad analizzare i temi circolanti in rete di personaggi famosi, perché ho sempre molto timore che possano essere gravemente imprecisi se non addirittura dei fake; inoltre come tutti sappiamo non è detto che dei transiti durissimi implichino la sconfitta, perché potrebbero semplicemente raccontare il grande sacrificio impegno per raggiungere la vetta, mentre dei transiti molto belli e gioiosi potrebbero anche significare che, ad esempio, si viene sollevati da un gravoso problema non venendo eletti e recuperando uno spazio di vita personale.
Senza parlare con i suddetti interessati è molto difficile basarsi sul tema per emettere un giudizio sugli eventi futuri, e mi sono voluta fa bastare le dinamiche mondiali ma – a fronte del fatto che di certo molti americani volessero un cambiamento – evidentemente il mio è stato un modus operandi che risulta incompleto; o quanto meno, carente di una sostanziale informazione: cosa per un popolo, nella fattispecie gli americani, considerino innovazione e cambiamento. L’astrologia è una disciplina complessa e il nostro sforzo deve essere quello di porre domande, fare esercizio, e valutare i risultati.
Cosa accadrà ora? Analizzando quello che dovrebbe essere il tema di Trump, con la dovuta riserva di attendibilità, devo dire che già dai primi mesi si notano situazioni complesse sul suo cielo, molto stimolanti e per nulla gestibili, detto che un uomo con marte in leone dominante di certo è un guerriero che non si arrenderà di fronte agli ostacoli, a costo di scelte impopolari.
Una cosa mi appare evidente: quando nel 2028 dovrà lasciare, avrà plutone quasi opposto a se stesso, sarà effettivamente la sua ritirata la fine di questo mandato, come se avesse ormai toccato il suo tetto di cristallo e non avesse più missioni da compiere.


