
Cicli di Domicilio ed Esaltazione… come mi regolo io
Il concetto di domicilio ed esaltazione in astrologia ha radici antichissime e rappresenta una parte fondamentale dell’interpretazione astrologica. Questi termini descrivono il legame tra i pianeti e i segni zodiacali, definendo le condizioni in cui i pianeti si trovano in una posizione favorevole o svantaggiosa all’interno del cerchio zodiacale. Nell’astrologia classica, l’idea del domicilio e dell’esaltazione è stata sviluppata per spiegare l’influenza planetaria in base alla posizione celeste dei pianeti nei segni zodiacali.
Nel corso del tempo, queste teorie sono state oggetto di riflessioni, adattamenti e critiche, e a lezione dico spesso che se chiudo 10 astrologi in una stanza a discuterne, facilmente non troverai due di loro d’accordo sull’argomento, in particolare le esaltazioni.
Le prime tracce documentate di astrologia risalgono alla civiltà babilonese e all’antico Egitto, dove i cieli venivano osservati con grande attenzione per interpretare gli eventi terrestri. In queste culture, i pianeti erano considerati divinità e la loro posizione nel cielo determinava eventi significativi per la vita umana. Gli Egizi, svilupparono una complessa mitologia attorno agli astri, collegando i pianeti con specifiche divinità del loro pantheon. Anche se la loro astrologia era meno sviluppata rispetto a quella babilonese, vi erano già presenti concetti legati all’influenza planetaria, che sarebbero stati ripresi e sviluppati nell’astrologia ellenistica.
Essa si sviluppò ad Alessandria d’Egitto tra il III secolo a.C. e il II secolo d.C., codificò molti dei principi ancora utilizzati nell’astrologia moderna. Durante questo periodo, il concetto di domicilio si cristallizzò in una forma più strutturata.
Durante il Medioevo, l’astrologia fu preservata e sviluppata attraverso il lavoro di studiosi islamici e, successivamente, europei. Questi studiosi tradussero e ampliarono le opere degli astrologi ellenistici, mantenendo vivi i concetti di domicilio ed esaltazione.
Con l’arrivo del Rinascimento, l’astrologia conobbe una nuova era di popolarità e rispetto, grazie a figure come Marsilio Ficino. Questi filosofi e umanisti cercarono di riconciliare l’astrologia con le nuove scoperte scientifiche, pur mantenendo vivi i principi tradizionali come quelli del domicilio e dell’esaltazione. Nel XX secolo, grazie a figure come Carl Gustav Jung, l’astrologia subì una sorta di rinascita, questa volta come strumento psicologico. L’attenzione si spostò dalla previsione degli eventi esterni all’esplorazione del mondo interiore. In questo contesto, i concetti di domicilio ed esaltazione furono reinterpretati come simboli delle dinamiche psicologiche individuali.
Ogni pianeta governa uno o due segni zodiacali, e quando un pianeta si trova in uno di questi segni si dice che sia nel proprio “domicilio”. Ad esempio, il Sole è in domicilio nel segno del Leone, mentre la Luna è in domicilio nel Cancro. Quando un pianeta è nel proprio domicilio, la sua energia è considerata forte e armoniosa.
Il concetto di esaltazione si sviluppò parallelamente al domicilio. Un pianeta è esaltato in un segno diverso dal proprio domicilio, dove la sua energia viene espressa in maniera particolarmente positiva. Ad esempio, il Sole è esaltato in Ariete, mentre la Luna è esaltata in Toro. Questo concetto riflette l’idea che ci siano posizioni particolarmente favorevoli per l’espressione dell’energia planetaria.
Ora tutti noi conosciamo i domicili dei pianeti, e che utilizziamo l’astrologia classica, moderna o la morpurghiana, abbiamo una serie di precisi riferimenti. Ma la permanenza di scuole diverse a volte confonde, soprattutto il neofita che legge tutto quello che trova pensando che l’astrologia sia una e sola con un dogma interpretativo unico, si trova plutone prima come non pervenuto, poi signore dello scorpione, poi signore dell’ariete, poi esaltato in ariete oppure in gemelli, poi arrivano anche x , y e l’ofiuco e il povero malcapitato getta i libri all’aria e si rassegna.
Di fatto, una mancanza c’è. Un sistema perfetto su base dodici non può avere 10 pianeti; ma come i tre lentissimi, che abbiamo scoperti quando l’umanità era pronta per coglierne il vero significato, arriveranno anche gli altri due quando saremo pronti.
Per ora ci dobbiamo arrangiare con il doppio domicilio di mercurio e venere che funziona comunque, perché l’astrologia è così perfetta che funziona anche senza un pezzo.
Ma se per i domicili abbiamo ingegnosamente adattato i corpi celesti disponbili, per le esaltazioni c’è tanto di quel contradditorio che orientarsi è un viaggio in mare aperto senza bussola; vi dirò la mia.
Ovviamente osservo le regole più diffuse, ma poi … l’esaltazione la valuto anche in base al tema, di volta in volta. Certo un Marte in segno d’acqua non sarà mai esaltato, ma un Marte di terra molto ben aspettato , in un tema con casa prima abitata e valori ariete, non può non essere in qualche modo esaltato nel suo ruolo. Forse uso il termine errato e chiedo scusa ai puristi, ma oltre la dominante ci possono essere pianeti forti che giocano un ruolo possente nel tema, a volte persino mal aspettati diventano punto di repere in positivo.
Il motivo per cui mi fanno orrore i temi spiegati da software compresi quelli di AI, è che gli manca la sottigliezza e il fiuto dell’astrologo esperto che legge i sussurri dell’universo, e sa adattare regole antiche alla complessità moderna.


