
Il proprio orticello, l’ultimo baluardo
Come l’astrologia spiega molto bene, nessun essere umano è libero da difetti, ma devo ammettere, dopo anni di frequentazione, che nell’ambiente astrologico la tendenza a difendere il proprio orticello è ampiamente preponderante rispetto alla voglia di mettersi in gioco, condividere e creare una solida comunità.
Ogni tanto mi arrivano frecciatine da vari colleghi che non riescono a comprendere come sia possibile che io abbia un approccio astrologico ben definito, ma poi all’interno dell’accademia io scriva articoli e tenga corsi sugli argomenti più disparati, anche quelli decisamente lontani dal tipo di astrologia che realmente pratico.
Francamente mi sembrano proprio le persone che quando il dito indica la luna guardano il dito, e diciamo che questo per un astrologo è davvero deprimente; approfitto qundi di questi giorni di relativa calma in cui l’Italia intera si ferma per sanremeggiare, per chiarire meglio a tutto il mio uditorio la mia visione dell’astrologia e i presupposti che credo fondanti per dirigere un’accademia.
Nulla vive senza sapienza, non per niente il sottotitolo della rivista solaria di imminente uscita, e “dove il cosmo incontra la cultura”: affinché la nostra disciplina progredisca, la nostra credibilità aumenti e il nostro interagire con tutte le discipline olistiche si rafforzi, è assolutamente necessario fare ricerca, mettere alla prova teorie, conoscere nuove sfumature interpretative. Se nel 500 astrologi di grande calibro non avessero postulato delle nuove visioni dell’universo e dell’interazione dello stesso con noi, oggi saremmo fermi alle interpretazioni di Tolomeo.
Noi ci siamo arricchiti di conoscenza grazie a quegli uomini che ben prima di noi si sono posti domande all’epoca assolutamente senza risposta o con contenuti assolutamente tutti da verificare e da testare. In un’accademia oggi si deve fare lo stesso, conoscere tutto ciò che l’astrologia ci propone, anche se non siamo ancora perfettamente in grado di testimoniarne statisticamente o validamente l’attività. “Ogni uomo che conosce solo il proprio lato dell’argomento, ne sa ben poco” Scrisse John Stuart Mill.
Farò un esempio per tutti i miei allievi conoscono perfettamente: io non pratico l’astrologia karmica, perché i fondamenti interpretativi su cui si basa non possono essere effettivamente verificati; ma questo non significa che l’astrologia karmica non vada studiata, compresa, messa alla prova interagendo con esperti di ipnosi regressiva per esempio, e verificare via via nel tempo eventuali corrispondenze.
Nella mia Accademia offriamo corsi su tutto lo scibile astrologico perché noi siamo gli sperimentatori di ciò che sarà comprovato – forse fra 10 anni forse fa 100 – ma senza il nostro lavoro che getta le basi di una ricerca seria su parametri il più possibile razionali, i nostri futuri colleghi non avranno nemmeno le basi da cui partire. Noi siamo per il futuro quello che Galileo è stato per noi, e non possiamo né dobbiamo sottrarci al fare costantemente ricerca, cultura e verifiche in tal senso.
Inoltre non dobbiamo essere granitici sulle nostre convinzioni come se fossimo dei pali della luce: dobbiamo ammettere che elementi su cui avevamo dei dubbi, studiando e verificando potrebbero parlarci o suggerirci qualcosa di importante è fondamentale. Sempre per fare un esempio noto a chi mi segue, io sono sempre stata molto scettica sull’attività degli asteroidi, ma portando avanti tanto lavoro di ricerca sull’astrologia medica non ho potuto negare che hanno una connessione con delle fragilità del corpo umano e nei prossimi dieci anni la mia ricerca sarà diretta in tal senso. Quando ho pubblicato il libro sugli stellium, ne ho analizzati migliaia, sommando quelli di personaggi storici ai tantissimi che si presentavano ai miei occhi durante l’attività di consulenza; con i proprietari di questi ultimi ho parlato, scandagliato, prima di arrivare a sostenere le mie teorie in un libro.
Ma quello che si fa in un’accademia, cioè aprire elementi e invitare alla ricerca, affinché il nostro lavoro sia davvero il pilastro di ciò che potrà essere dimostrato e convalidato in futuro, non ha nulla a che vedere con l’approccio che utilizzo quando ottengo dei consulti, durante i quali mi attengo scrupolosamente alle applicazioni astrologiche che sicuramente hanno dato prova nei secoli di essere più che solide.
La persona che viene da me deve trovare delle certezze e delle risposte chiare che io fornisco affidandomi pienamente a quella che io definisco astrologia funzionale, ovvero ciò che ha una lunga tradizione di osservazioni e studi alle spalle, inclusi concetti di astrologia attiva fondata da Ciro Discepolo, i cui postulati sono stati negli ultimi trent’anni abbondantemente verificati e utilizzati da validissimi astrologi italiani e non.
Non ho problemi a sostenere apertamente la mia posizione per la quale il tema natale deve essere innanzitutto letto con 12 segni, 12 case e 10 pianeti, evitando tutti gli asterismi o come li chiamava Barbault fronzoli celesti, che non sono nella mia esperienza assolutamente in grado di spostare i valori di un tema o inserire in un carattere e un destino elementi non testimoniati dalla configurazione di base.
In poche parole, i corpi celesti minori e i punti fittizi si inseriscono nella lettura, a parer mio, solo dopo aver attentamente analizzato il tema di base, con cautela, perché possono solo cesellare, inquadrare e specificare ciò che il tema annuncia di suo. Per cui sconsiglio l’utilizzo di nodi, kirone, et similia, già dalle prime battute, ma solo al momento di verificare dettagli e inquadrare situazioni ulteriori o analizzare problematiche particolari del carattere dell’individuo: ad esempio, una persona che non riesce a gestire la furia, Lilith la osservo ma dopo marte e plutone; questo però non significa che non studio o scrivo riflessioni su Lilith che potrebbero gettare le basi di futuri riscontri ulteriori.
Auspico che ogni astrologo sappia erogare i propri servizi nel rispetto delle certezze, doverose verso chi si rivolge a noi, e fare ricerca anche mettendo in dubbio ogni giorno ciò che ha appreso fin qui.
L’arte astrologica è pensiero ed evoluzione, “cogito ergo sum” affermava Cartesio, e senza il pensiero ( applicato razionalmente) si è poca cosa, e si finisce a coltivare il proprio angusto orticello, vale a dire a guardare il dito e non la luna.
Nell’immagine, Atena e Medusa, a simboleggiare la saggezza che incute timore a chi non la comprende.


