
Raggiungere lo stato di “flow” per armonizzare l’energia di Diana Migliano
Ci son giorni così. Avete presente quando dimenticate di mettere la sveglia, ma siete in ritardissimo e non potete mettere il completo che avevate in mente perché vi si smaglia una calza mentre la infilate e dovete pensare in fretta all’alternativa lavandovi i denti con una mano e pettinandovi con l’altra? Perdipiù suona il cellulare che non riuscite proprio a trovare… sbattete il mignolo al comodino e ingoiate il dentinfricio per sbaglio: ecco, lo stato di flow è esattamente il contrario di questo!
Lo stato di flow, termine inglese che significa flusso, è un’esperienza bellissima, che ho avuto la fortuna di provare in alcuni momenti della mia vita, sicuramente attraverso la danza, ma non solo. È tanto affascinante quanto rara e imprevedibile: può manifestarsi nelle situazioni e momenti più disparati. Più facilmente accade in ambiti creativi, sportivi, professionali o spirituali, ma può verificarsi anche durante un’incidente, una malattia, un sogno o in un momento normalissimo come nell’osservazione di un oggetto o durante le pulizie di casa. Molti indiani riportano di come sia più probabile giungere all’illuminazione spazzando l’ashram piuttosto che studiando.
Definito e teorizzato per la prima volta negli anni ’70 dal celebre psicologo Mihaly Csikszentmihalyi, il flow indica quel totale assorbimento in un’attività, quel momento in cui il corpo e la mente sembrano operare in perfetta sintonia. Lo studioso afferma che “Il nostro corpo scompare, la nostra identità sparisce dalla sua coscienza, perché non abbiamo abbastanza attenzione per fare qualcosa con molta concentrazione ed allo stesso tempo sentire di esistere. Pertanto l’esistenza è temporaneamente sospesa”. Secondo Csikszentmihalyi questo stato non è detto che sia sempre auspicabile, poiché rende dimentichi di sè, quasi insensibili ai bisogni fisiologici, e non è detto che questo non porti a conseguenze spiacevoli. Seppure, generalmente è un’esperienza decisamente piacevole, anzi racchiude un piacere intrinseco in sè che la distingue: si è completamente immedesimati nell’azione e involontariamente si dissolve la consapevolezza del resto: del tempo, degli altri, e persino esigenze fisiologiche. Ciò si verifica perché tutta l’attenzione è occupata da quella particolare azione e non ne resta per le altre attività, pur necessarie.
Succede soprattutto agli artisti, ai musicisti, ma anche agli sportivi di perdersi totalmente nell’azione e sentirsi attraversati da un flusso, appunto, che non è necessario controllare, anzi, che sa perfettamentem dove andare senza bisogno che intervenga la mente. Vi è mai capitato di sentire una sorta di apertura improvvisa dei sensi, di fioritura del cuore e di percezione straordinaria in cui tutto sembra più chiaro, sensato e piacevole? Anche solo per pochi minuti. Più facilmente accade quando si passeggia in natura, quando si è con la persona amata o quando si sta creando qualcosa è più facile avere l’impressione che il tempo tenda a dilatarsi o a svanire del tutto, far sparire le distrazioni e sentirsi un meraviglioso e indissolubile tutt’uno con ciò che si sta facendo.
La condizione di flow non è solo un mero stato mentale di alta produttività o creatività, ma un’esperienza energetica molto particolare che in tanti associano alla spiritualità o ad una sorta di beatitudine o all’estasi. In quel momento sono assenti la paura, il conflitto, il dolore e qualsiasi tensione e ci si riconnette ad uno stato quasi primordiale di completezza esistenziale, un paradiso perduto e ritrovato.
La cosa curiosa è proprio la sensazione di “ricordo” che molti sperimentano, come fosse il nostro dimenticato stato naturale animico successivamente inquinato e invaso da contesti, pensieri e comportamenti tossici e limitanti. La sensazione prodotta dal concetto spirituale del ricordo di sè, dell’intuizione o della comprensione improvvisa hanno la stessa struttura invisibile prodotta da un forte innalzamento delle nostre vibrazioni e da una grande espansione delle percezioni.
A livello sottile ed energetico, il flow si può descrivere come un allineamento armonico tra lo scorrimento della nostra energia (prana, energia universale, o semplicemente forza vitale) e i nostri centri energetici. Quando siamo in flow, il corpo non è più ostacolato da eventuali blocchi o resistenze interne. La frequenza vibratoria tra cuore e cervello, tra le emozioni e i pensieri, diventa coerente e sincronizzata, permettendo un flusso vitale ottimale e ininterrotto.
Perché cuore e cervello?
Un aspetto fondamentale per comprendere lo stato di flow, chiamato scientificamente “ipofrontalità transitoria”, in quanto disattiva temporaneamente parte delle funzioni della corteccia prefrontale, è proprio l’analisi della relazione tra il cuore e il cervello, i due principali centri di comando del nostro organismo, insieme agli organi addominali. Dato che tale area del cervello comprende la maggior parte delle nostre funzioni cognitive superiori, tra cui il senso di sè e di esistenza, la sua disattivazione, seppur parziale, ci fa perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Questo succede perchè cervello funziona in modo diverso, le onde cerebrali si spostano dalle frequenze più alte della normale coscienza in stato di veglia (gamma e beta) a frequenze più basse come l’alpha e theta.
Com’è noto, le onde alpha sono prodotte quando siamo al cinema o davanti alla tv, quando sognamo ad occhi aperti, in quanto la nostra mente è serena e libera di spaziare da un pensiero all’altro. Le onde theta invece sono quelle in cui è assente lo stato di veglia, vengono prodotte ad esempio appena prima di dormire o durante la fase REM (acronimo per rapid eyes movement) del sonno, quella in cui si sogna in modo più vivido e gli occhi si muovono rapidamente.
Nelle onde basse la mente riesce a elaborare i pensieri in un modo del tutto incontrollato e apparentemente caotico, mescolando le informazioni e le strutture del pensiero dando vita a visioni e idee creative. Processo stimolato anche dall’innalzamento della dopamina e del coinvolgimento del sistema limbico che caratterizzano questo “stato di grazia”. Più che formulare in modo logico i pensieri, infatti, si è avvolti in una specie di trance in cui “vediamo i pensieri” come nei sogni, ne abbiamo una percezione interiore che va oltre le parole, ne captiamo l’essenza. Capita di scorgerne la natura tridimensionale visualizzandoli come faceva il grande Einstein, che sicuramente era avvezzo allo stato di flow. Si dice che la sua teoria della relatività speciale derivi da una sua visione in cui si era immaginato difronte ad uno specchio a cavallo di un raggio di luce.
Le neuroscienze hanno dimostrato che il cuore non è solo un organo che pompa sangue, ma una vera e propria fonte di segnali elettrici e magnetici che influenzano il cervello. Essendo associati l’uno all’emozione e al benessere, e l’altro al pensiero e alla razionalità, si sincronizzano perfettamente, creando un potente campo energetico che ci permette di essere nel momento presente, agire con piena consapevolezza e performare al massimo delle nostre capacità. Il cuore emette onde elettromagnetiche che possono essere misurate fino a 3 metri di distanza dal corpo umano e che influenzano direttamente il nostro sistema nervoso, quindi le nostre emozioni e il nostro stato mentale. Quando il cuore e il cervello sono in coerenza, i segnali che il cuore invia al cervello sono armoniosi, e il cervello, a sua volta, emette onde cerebrali che creano calma mentale e lucidità. La coerenza tra le frequenze energetiche di cuore e cervello quindi è cruciale per entrare nel flow in cui la somma delle vibrazioni dei corpi sottili è molto elevata e stabile.
Se si immagina il corpo umano come una rete di centri energetici, che vanno dalla base della colonna vertebrale (il primo chakra, la radice) fino alla sommità della testa (il settimo chakra, la corona) ci si rende conto che ognuno di questi centri è un punto di accesso alle diverse dimensioni dell’essere umano: fisica, emotiva, mentale e spirituale. Spesso ci sono delle aree che presentano dei malfunzionamenti o in cui arriva poca linfa vitale e questo genera i problemi anche nel corpo fisico. Quando si è nel flusso, invece la sensazione di benessere è immersiva poiché l’energia si sposta senza blocchi né resistenze, creando un senso di leggerezza e vitalità.
Nello stato di flow, i centri sono allineati in modo perfetto, riescono a scambiare e trasformare l’energia in modo straordinariamente fluido e armonioso: la sensazione fisica ed emotiva che si prova è simile a un’ondata di serenità e potere interiore. Più precisamente si avverte un’ondata energetica che si distribuisce in modo uniforme lungo la colonna vertebrale, dove l’energia risale dal primo chakra (legato alla stabilità e alla sicurezza) verso il cuore (sede dell’amore e della compassione), arrivando al cervello, per poi uscire dal settimo chakra (sede dell’intelligenza, della consapevolezza e della connessione spirituale) in una sorta di ciclo continuo che si autoalimenta e che fa pensare alla forma energetica del toroide.
Può succedere, ma è ancor più raro, che si riesca a sperimentare il flow contemporaneo anche in gruppi di due o più persone, ad esempio nella fusione amorosa, in un gruppo di preghiera, di lavoro o di artisti che nell’esprimersi, riescono a orchestrare all’unisono le loro anime.
Riconoscere il flow
Daniel Goleman, autorevole psicologo e scrittore statunitense, chiama questo stato come “the zone”, ovvero la zona, intendendo quell’area dell’essere in cui l’individuo esprime la sua massima intelligenza emotiva. Proprio nel suo best seller “Intelligenza emotiva” riporta la testimonianza di un musicista che descrive molto bene il rapimento che prova mentre compone: “Ti trovi in un tale stato di estasi che ti senti quasi come se non esistessi. L’ho sperimentato diverse volte di persona. La mia mano sembra non avere legami con me, e io non ho nulla a che fare con ciò che sta accadendo. Me ne sto semplicemente seduto lì a guardare, in uno stato di timore reverenziale e meraviglia. E tutto questo poi scorre via dileguandosi”.
I ricercatori moderni descrivono questo fenomeno con il biohacking, ovvero la capacita di hackerare la nostra biologia per rivolgerla a nostro favore (nel caso del flow per creare e migliorare le prestazioni, ad esempio), ma è, forse in misura diversa, ciò che sperimentano tutti gli innamorati quando si dimenticano di mangiare e di dormire, o tutti i bambini quando si perdono nei loro giochi.
Le sensazioni che si possono sperimentare sono diverse, tutte estremamente piacevoli e coinvolgenti, le persone che hanno sperimentato questa condizione riportano principalmente quella di sentire che la coscienza e l’azione sono inscindibili. Tra le altre, le più comuni sono:
Lucidità e accesso facilitato alle informazioni: La mente è sgombra, priva di distrazioni e si concentra totalmente sull’attività che si sta svolgendo. Si ha un’obiettiva percezione delle situazioni da fronteggiare e delle proprie capacità e abilità in risposta. I pensieri risultano più rapidi, precisi e completi. Si allineano perfettamente con l’azione, creando una sensazione di controllo e potenza.
Assenza di sforzo: Non c’è nessun bisogno di forzare l’azione, tutto sembra accadere in modo naturale, scorrevole e senza tensioni. Il corpo è contemporaneamente energizzato e rilassato, e ogni azione sembra fluire senza sforzo. L’andare oltre i limiti consueti risulta entusiasmante e incredibilmente più facile del solito.
Soddisfazione e potenza: Anche se l’attività richiede un alto livello di concentrazione o impegno, c’è una profonda sensazione di gratificazione e soddisfazione. Ci si sente attraversati da una forza misteriosa, intelligente, che ci guida direttamente verso il meglio. Il cuore è aperto, e c’è una sensazione di connessione con qualcosa di più grande di noi.
Espansione temporale: Il tempo subisce una notevole distorsione rispetto al normale sembra dilatarsi o svanire del tutto. Un’ora di lavoro può sembrare un minuto, oppure si potrebbe provare il contrario: il tempo può sembrare allungato, ma senza stress.
Assenza di ego e personalità: Quando sei nel flow lo notano tutti tranne te: non si ha quasi più il senso dell’autocoscienza, si diventa pura azione, ma il modo in cui quell’azione si svolge risulta talmente straordinario e in armonia da suscitare nello sguardo altrui un’immediato senso di ammirazione e stupore.
Creatività e visione: La capacità di risolvere problemi o di creare nuove soluzioni viene amplificata e spesso in questa condizione emergono ricordi, insight o intuizioni improvvise e brillanti. Tipico dello stato di flow sono proprio gli “Aha moments” ovvero i momenti illuminanti in cui arriva proprio l’idea giusta o la rivelazione che da tempo stavamo cercando.
Come raggiungere lo stato di flow?
Gli effetti positivi del flow si riflettono su più livelli. A breve termine si traduce in un significativo incremento delle prestazioni, del benessere e quindi della produttività, precisione, efficienza e creatività. A lungo termine abbatte lo stress e i relativi rischi per la salute, migliora l’equilibrio tra vita lavorativa e personale, favorisce l’evoluzione e la gioia di vivere. Quindi, come si fa?
Raggiungere lo stato di flow non è qualcosa che si può forzare con la sola volontà premendo un pulsante, è più simile a un processo che richiede pratica, consapevolezza e un’armonia stabile tra mente e corpo. Inoltre, quasi sempre è acausale, ovvero succede senza una causa apparente e non si può controllarne frequenza e durata. Sicuramente però ci sono delle azioni che lo favoriscono e altre che lo rendono altamente improbabile.
Di seguito qualche consiglio e dei semplici spunti per contrastare gli ostacoli più comuni allo stato di flow, come lo stress, l’ansia, le distrazioni, l’apatia, i blocchi mentali e fisici.
Fai movimento consapevole, pratica yoga e meditazione: Un corpo flessuoso, che si estende e si muove in modo consapevole, è una via molto efficace per armonizzare il corpo fisico e quelli sottili. Molti sport e discipline olistiche come lo yoga, sono la chiave per liberare le tensioni e allineare i centri energetici. Esiste proprio una pratica yogica correlata, chiamata Samyama, in cui è richiesta la focalizzazione sull’oggetto della meditazione per favorire l’innalzamento dello stato coscienziale. Anche la meditazione è un potente strumento per esplorare e allenare la mente, riducendo le distrazioni interne e creando la coerenza tra cuore e cervello. In particolare la meditazione sul respiro o il battito del cuore può essere un buon punto di partenza.
Focalizzati su obiettivi chiari e stimolanti: Il flow si manifesta meglio quando ci sono obiettivi ben definiti, che non siano né troppo facili né troppo difficili e che siamo molto motivati a raggiungere. Mantieni sempre viva la tua curiosità e cerca esperienze nuove con slancio. Il giusto livello di sfida stimola il cervello senza generare frustrazione, crearsi delle piccole sfide continuamente allena positivamente la nostra risposta all’azione. Il segreto è divertirsi!
Mindfulness: Concentrati sul momento presente senza cedere alla tentazione di rimuginare sul passato o fare ipotesi sul futuro, resta nel qui e ora percependo interamente il tuo corpo e focalizzando la tua attenzione esclusivamente su ciò che stai facendo.
Ottimizza il tuo ambiente: Un ambiente pulito, rilassante, piacevole ai sensi e privo di rumori, altri fastidi ed elementi di distrazione è fondamentale per permettere al corpo di rilassarsi e alla mente di concentrarsi completamente sull’attività. L’ideale è stare in un luogo in cui ci sentiamo perfettamente “a casa”.
Respira profondamente: La respirazione profonda, di pancia, aiuta a mantenere l’energia in movimento. Respirare lentamente e con intenzionalità stimola il sistema parasimpatico e questo favorisce un’esperienza di calma e focus. Conoscendo le tecniche di respirazione avanzate, si può facilitafre enormemente sia il flow che diversi stati alterati della coscienza.
Col giusto impegno e con la giusta preparazione mentale ed energetica, è dunque possibile favorire e mantenere questo stato di lucidità, efficienza e beatitudine in modo stabile e duraturo. Più si accede al flow più si riconoscono le sue qualità, se ne possono sperimere i diversi aspetti e i molteplici e incommensurabili benefici. Il flow è un’esperienza che va ben oltre la semplice performance: è un modo di vivere in armonia con se stessi e con tutto ciò che ci circonda per essere più consapevoli e felici.


