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DI CHE GATTO SEI?

Come scegliere la razza del tuo micio in base al segno zodiacale

L’altro giorno ho messo in regalo in un gruppo FB tre mici nati dal mio persiano e dalla mia gatta d’angora: sono stata investita da 460 richieste, le persone si sono letteralmente accapigliate per averli, neanche avessi messo in regalo dei beni di prima necessità.

Il gatto è da sempre animale domestico ma che mantiene la sua indipendenza, e quindi il suo fascino, e ha da sempre una connessione con il mondo esoterico: chi ne possiede uno, sa che il gatto vede i fantasmi e le energie vaganti, e, aggiungo, è di essi il guardiano, impedendo che interagiscano negativamente con noi.

Ricordo un bellissimo articolo di Enzo Acampora che conservo in cui raccontava le leggende e le credenze sul gatto in ogni luogo del pianeta, e dovunque era sempre connesso con la spiritualità, la magia, le altre dimensioni; visto in positivo come in negativo all’interno di una stessa matrice culturale, angelo guardiano o alleato degli inferi: Maometto si tagliò una manica per non svegliare il suo gatto, mentre in Africa i guaritori tengono le medicine nelle pelli di gatto per aumentarne il potere. In Giappone si pensava uccidessero le donne e ne assumessero le sembianze, in Cina che siano fonte di grande fortuna e stabilità negli introiti.

Credo che questa continua dicotomia fra animale benefico o demoniaco sia nella natura stessa dell’animale, che non si concede mai del tutto , che ama se stesso più del padrone ma che lo ricopre di fusa e compagnia, intelligente e di certo capace di connettersi con mondi a noi preclusi.

Essendo una grande amante dei gatti, partecipo alle varie mostre feline da anni e leggo molti testi sul loro allevamento. Fra l’altro, ho notato che le donne della vergine sono le più gattare dello zodiaco, anche se non sono zitelle acide come tradizione vorrebbe.

Mi sono divertita quindi a cercare di associare le caratteristiche salienti di ogni razza ad un segno: sposare il carattere del felino a quello di ogni segno zodiacale dell’eventuale padrone, è stato un esercizio non facile, volendolo fare seriamente. Premesso che un gatto è un dono comunque, provate a riflettere , dovendolo adottare, se non sia il caso di tenere presenti queste valutazioni.

Le foto sono pubblicate in ordine di segno zodiacale.

ARIETE: razza bengala

E’ un leopardo in miniatura, dal mantello spettacolare, a suo modo affettuoso, ma cacciatore e lottatore dal profondo. E’ un gatto che ama saltare, giocare, rincorrere la preda, acquattarsi prima dell’assalto e gode del trionfare sul nemico. Con il suo umano ama giocare alla lotta, tende agguati dai posti bui, e solo un ariete, il soldato deciso , il lottatore indefesso, la testa di sfondamento delle linee nemiche, può apprezzare il coraggio e la fierezza di un animale piccolo, ma assai vigoroso e temerario.

TORO: razza europeo

Il toro è legato ai campi di grano e di erba, all’agricoltura, ai tempi perfetti della natura e del ciclo delle stagioni: è la terra della semina, quella verde e accogliente, la vergine sarà la terra gialla del raccolto, il capricorno quella bianca del riposo. Per il toro ho pensato al gatto -gatto, l’europeo, il gatto di casa, soriano o romeo che lo vogliamo chiamare. E’ il gatto che caccia topi e uccelli che rovinano il raccolto e le sementi , aiutando l’uomo nel duro lavoro di contadino; ma è anche l’affettuoso amico del camino caldo, del buon cibo in compagnia, dello sguardo soddisfatto di chi si gode il riposo fra fusa sincere e plaid. Di giorno compagno, di sera batuffolo, l’amico perfetto del nativo toro.

GEMELLI: razza scottish fold

Avete mai provato a parlare un gemelli o peggio a cercare di convincerlo di qualcosa? Tempo perso. Infatti per loro ho scelto i gatti senza orecchie, o meglio con le orecchie ripiegate in basso, proprio a dire “predicator che predichi al vento, se predichi pe’me nu’ strillà tanto” come recita un vecchio detto popolare romano.

C’è chi non concorda con l’associazione orecchie – gemelli, ma io ne ho avuto dimostrazione ampia nella mia casistica. Del resto il segno rappresenta la fase adolescenziale, in cui non si ascoltano né pareri né consigli e si svolazza allegramente ridendo alla vita. Questo gatto è simpatico, giocherellone, morbidoso e socievole, ma pur non avendo problemi di udito, ci lascia capire che.. ascolta solo cosa gli fa comodo. Inoltre, come i gemelli, è proprio curioso di ogni novità, movimento o fruscio.

CANCRO: Razza ragdoll

Affettuosi , romantici e casalinghi amici cancro, per voi una razza stramba: come dice il nome, questo gatto quando viene preso in braccio si affloscia, distende il sistema nervoso fino a sembrare appunto una bambola di pezza. Così si abbandona anima e corpo al padrone e a tutti i familiari, con amore e fiducia, ama la casa, la tranquillità, i bambini, il cibo buono e il tepore. Le gatte sono madri esemplari e spesso adottano altri cuccioli presenti in casa, o condividono la nursery con altre gatte puerpere, sottolineando ancora i valori cancro-luna-madre.

LEONE: razza maine coon

I Leoni devono distinguersi, regnare, avere tutto ciò che è raro, grande, da ammirare, possibilmente che sia poco comune, proprio da re. Questo gatto per le sue mastodontiche dimensioni, fino a 14 kg, il muso espressivo e la relativa scarsa diffusione, è perfetto per chi desidera essere ammirato per ciò che fa o possiede, e non vuole mai passare inosservato. Inoltre, se osservate la foto 5, la somiglianza di questa razza con il cugino africano è davvero impressionante.

VERGINE: il siamese

Le vergini amano tutti i gatti, ma il siamese ha due doti che lo rendono perfetto per le pulitissime amiche: perde poco pelo, che ha corto e ben aderente al mantello senza traccia di sottopelo, lasciando più pulita la casa e meno impelati i divani; e poi, per la vergine che non molti lo sanno, è uno dei segni più chiacchieroni, fino alla pedanteria, e il siamese è il gatto più vocale, emette sempre suoni che pare proprio risponda all’umano che parla. Inoltre, come la vergine ha una postura elegante e l’intestino delicato.

BILANCIA: razza persiana

Per l’elegante, algida, bellissima e perfetta bilancia, cosa meglio del re dei salotti e delle pubblicità, cioè il persiano? Mantello lunghissimo di vari colori, occhi grandi, aria principesca e carattere affettuoso, casalingo, ma mai troppo vicino all’umano , sempre sospeso sulla sua nuvola soffice a guardare il mondo da sotto in su con aria compiaciuta. Così come la bilancia ama le feste e la socialità, meno l’attaccamento divorante, così il gatto persiano si mostra nella sua andatura lenta e raffinata, senza mai e dico mai abbandonarsi pienamente, salvo rari casi.

SCORPIONE: razza certosina

Silenziosi, misteriosi, bellissimi non di armonia ma di personalità e con lo sguardo penetrante: descrizione che si attaglia alla perfezione sia ai nativi scorpione che ai gatti certosini: Guardate la foto e ditemi se quegli occhi gialli nel mantello grigio non risultino addirittura sconvolgenti proprio come quelli dei plutonici amici. Faccia tonda su corpo corto, appunto una taglia non equilibrata così come il volto scorpione non è regolare, ma in entrambi i casi indimenticabile, avvezzi al silenzio e al nascondimento nei monasteri medievali da cui prendono il nome per la loro massiccia presenza i felini, distaccati e misteriosi fino alla fine i nativi scorpione. Abbinamento perfetto .

SAGITTARIO: gatto delle foreste norvegesi

Qui l’abbinamento è stato assai facile e immediato: i gatti delle foreste norvegesi sono viaggiatori, possono fare moltissimi km anche in condizioni avverse, sono curiosi, adattabili e sempre in movimento, capaci di cacciare e pescare, ottimi nuotatori., proprio come i sagittari che sono il segno dei viaggi e delle avventure. Inoltre, è nota la bellezza e lunghezza delle gambe dei sagittari, gambe da puledro, e il gatto in questione è la razza con le zampe posteriori più lunghe in assoluto, persino dei maine coon. Buon viaggio!

CAPRICORNO: razza Bombay

Sembra una pantera in scala e ha una eleganza algida e distaccata: sono eccezionalmente sensibili ai rumori forti, il che rende difficile per loro vivere in una casa ricca di confusione . La loro sensibilità li rende molto nervosi e può farli diventare aggressivi solo se si sentono in qualche modo minacciati. Un Bombay mantiene le distanze dagli altri, proprio come lo stambecco si arrampica sulla vetta della montagna per guardare tutti dall’alto, e non ha nessun piacere di scendere in mezzo a loro, così il bombay ve lo trovate sull’armadio che vi fissa con sussiegosa superiorità. Il colore scuro ricorda poi benissimo il piombo e la roccia capricornini.

ACQUARIO. Razza La perm

E’ stato uno degli abbinamento più difficili, ma alla fine sono proprio convinta: per i pazzoidi e geniali, stravaganti acquari, un gatto originalissimo e poco conosciuto: la perm, il gatto con la permanente al pelo. E’ una razza nuova che presenta il pelo arricciato, infatti, ma anche un carattere indipendente come gli amici acquariani. Felice di stare con tante persone intorno, anche altri mici, è socievole con tutti e rispettosi di tutti, ma difende il suo cuscino, la sua ciotola, il suo diritto ad avere 3 ore nascosto a lisciarsi il pelo, non saprete ma dove sia finchè non riapparirà, proprio come gli inafferrabili nati di febbraio.

PESCI: sacro di birmania

abbinato ai pesci per la connessione con la spiritualità che già il suo nome evoca, era il gatto dei templi, capaci di rimanere in estatica adorazione del Buddha per ore, quasi in atteggiamento religioso e sappiamo che se esiste un segno che ci parla di afflato con il divino, quello è proprio il pesci. Racconta la leggenda che avendo un gatto bianco attirato l’attenzione sull’assassinio di un suo monaco, la dea d’oro dagli occhi di topazio, per riconoscenza la dea colorò d’oro il mantello e di blu gli occhi di tutti i 100 gatti bianchi del tempio, che divennero i sacri di birmania perché sacri alla dea. Anche i nativi pesci sanno trasformarsi grazie all’amore e sanno , come è noto, sacrificarsi per amore: una particolarità della maggior parte dei maschi di questa razza per la quale sono stati soprannominati “gentilgatti” – è quella di aspettare, per cibarsi, che eventuali femmine e piccoli abbiano finito di mangiare.

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