
NETTUNO IN ARIETE PER LE CONFESSIONI RELIGIOSE DEL MONDO: LA FINE DELLE LITURGIE, L’INIZIO DELLA COSCIENZA
Il pianeta Nettuno, che regge alcuni degli aspetti più vitali e invisibili della nostra esistenza — la chimica, l’arte, la fede, la visionarietà, la compassione, la medianità —ha iniziato il suo viaggio nel segno più marziale e assertivo dello zodiaco: l’Ariete. E ogni volta che Nettuno entra in Ariete, qualcosa nel mondo della fede si incendia. Il misticismo si fa guerra, la religione si fa battaglia, l’ideale si fa militanza. Tutto ciò che rappresenta un incontro tra la follia bellicosa e la follia fideistica viene a galla, con la violenza di una visione.
Uso volutamente il termine fideistico nella sua accezione più ampia e profonda: non soltanto fanatismo religioso, ma quel tipo di lotta in cui un ideale viene vissuto come se fosse l’essenza stessa del divino, una passione struggente e sacra. Ed è guardando alla storia che possiamo comprendere cosa ci attende: ogni volta che Nettuno ha percorso l’Ariete, la connessione tra fede e guerra è esplosa in forme drammatiche, indelebili.
Nel 432-419 a.C., Nettuno transitava in Ariete al culmine della potenza delle città-stato greche. La Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta scoppiò nel 431 a.C. e si protrasse per decenni. Un conflitto ideologico prima ancora che politico: due visioni del mondo si scontrarono come due divinità incarnate in strutture civiche. La polis diventò tempio e arma.
Ma è il ciclo 1534-1547 a offrirci l’analogia più potente e, forse, più inquietante con il presente. Anche allora, Nettuno era in Ariete, Plutone in Acquario e, poco dopo, Urano in Gemelli: lo stesso disegno astrale che si prepara a delinearsi nel nostro cielo. E in quegli anni:
1534: Enrico VIII rompe con Roma e si proclama capo della Chiesa d’Inghilterra;
1536: avvia la dissoluzione dei monasteri, distruggendo simboli religiosi, reliquie, strutture millenarie;
1545: Concilio di Trento e Controriforma: inizia la repressione sistematica dei protestanti e l’istituzione dell’Inquisizione romana;
1538: la stampa diffonde le idee di Lutero, gettando le basi per una cultura protestante e, secondo Max Weber, per l’etica del capitalismo moderno.
Ogni volta, la fede si infiamma, si polarizza, si radicalizza. Non si prega: si combatte per il proprio dio.
Ma non è tutto. L’altro protagonista del nostro tempo, Plutone in Acquario, ha sempre accompagnato momenti decisivi di frattura e rinnovamento del pensiero religioso. Non è un caso. L’Acquario, segno iperazionale, collettivo, ma anche radicalmente anti-dogmatico, percepisce la religione come struttura, e dunque come limite da superare.
Dal 1042 al 1064, Plutone in Acquario vide:
1054: Scisma d’Oriente, che separò la Chiesa cattolica romana dalla Chiesa ortodossa;
la Riforma gregoriana, che rivendicò l’autorità del Papa contro la simonia e l’ingerenza imperiale.
Dal 1532 al 1553, si ripeterono eventi epocali:
la diffusione massiva delle tesi luterane (1538);
la nascita di nuove chiese protestanti e di un rapporto individualizzato con il sacro.
1791: l’Editto di tolleranza di Giuseppe II riconobbe libertà di culto a tutti, anche ai non cattolici;
1793: la decristianizzazione colpì la Chiesa con forza inaudita;
1794: Rabbi Shneur Zalman pubblicò il Tanya, testo fondativo del chassidismo Chabad;
1795: la Pace di Basilea sancì la fine delle guerre religiose europee;
1797: nascita del Raja Yoga moderno e fioritura di correnti esoteriche, mistiche e sincretiche come quaccheri, mormoni, avventisti.
Cosa ci dice tutto questo?
Che i prossimi vent’anni non saranno soltanto teatro di crisi per le confessioni religiose tradizionali, ma il campo in cui sorgerà una nuova spiritualità. Una fede meno legata al dogma, più connessa al bisogno individuale di significato. Meno basata sul rituale, più sul vissuto. Meno celebrata nei templi, più sperimentata nel silenzio dell’anima.
La Chiesa Cattolica, in particolare, dovrà affrontare il peso della propria storia. I simboli non bastano più. Le istituzioni barcollano. La morte del Papa, avvenuta a pochissima distanza dall’ingresso di Nettuno in Ariete, è il segnale di un passaggio d’epoca.
Ci sarà chi tenterà di riportare l’ordine, chi rivendicherà purezze perdute, chi proclamerà la propria investitura spirituale diretta, senza più mediazione sacerdotale. E nel frattempo, nei luoghi della Terra dove fede e politica si sovrappongono, tornerà a soffiare il vento delle guerre religiose.
Ma anche qui, come insegna Giove nei suoi transiti più saggi, l’esasperazione porta alla risoluzione. Forse è necessario che il fanatismo esploda, come un pallone gonfio di gas, per poter essere espulso. Forse è inevitabile che la spiritualità attraversi il deserto per tornare sorgente.
Il tempo di Nettuno in Ariete sarà un tempo di prove e fuoco, ma anche di nascita e visione. Le chiese non cadranno subito, ma si svuoteranno lentamente. Le religioni non scompariranno, ma cambieranno volto. E nell’Acquario plutoniano, non sarà più il sacerdote a dettare il senso del divino, ma la coscienza dell’individuo, in dialogo diretto con l’universo.
Non è più tempo di dogmi. È tempo di risvegli. “Nettuno è il ponte che collega il monoteismo all’estasi, il dogma alla trance. Dove Nettuno si manifesta nel tema, lì la religione si fa sogno collettivo, e il sogno collettivo può diventare o una liturgia redentrice o un’allucinazione di massa.” (Il convitato di pietra, 1984)


