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Le elezioni americane e gli astri

Non amo molto fare gli articoli di previsione sulle elezioni di nessun genere, e vi spiego perché: innanzitutto, ho dubbi sulla fonte dell’orario di nascita dei vari personaggi coinvolti, spesso diffuso in rete senza che si sappia l’origine della notizia. Ovvio che un orario inventato possa falsare completamente un pronostico.

In secundis, noi non conosciamo queste persone. Non ci parliamo, diamo per scontate le loro aspirazioni. Immaginiamo che transiti di dolore e angoscia segnino una sconfitta, mentre potrebbe tranquillamente essere il dover fronteggiare qualche enorme problema inaspettato a seguito dell’elezione; il sentirsi all’improvviso pressati eccessivamente da un ruolo, o soffrire di una drammatica riduzione di anche il più piccolo spazio personale.

Senza contare la necessità avvilente di prendere decisioni contrarie all’etica per ciò che viene visto come bene comune, tipo dichiarare guerra o bombardare una città.

Chiaro che l’elezione a sindaco di Frabosa Soprana presenta meno rischi e dilemmi interiori che diventare presidente degli Stati Uniti, ma l’esercizio del potere alla fine ti pone sempre di fronte a questioni morali, rischi personali , sovvertimenti familiari.

Senza una conoscenza diretta dei soggetti e un confronto con loro, possiamo solo fare ipotesi. Ma io sono della Vergine con Mercurio e Plutone congiunti in Vergine, e credo solo a quello che è dimostrabile e verificabile, le ipotesi le considero alla stregua di un romanzo per signorine: grandi passioni tutte inventate.

Per cercare di capire e azzardare delle previsioni politiche, prediligo la carta astrale della nazione, qualora si parli di elezioni nazionali, che spesso però necessita di un’analisi preliminare: la data coincide con la realtà dei fatti, o stiamo calcolando temi astrali su una convenzione?

Ripeto qui quanto scritto in un mio articolo sul covid19: la data di nascita di una nazione va ponderata; per l’Italia, concetto geografico e storico chiaro da secoli, sono morte persone prima ancora dell’Unità d’Italia, e come nazione abbiamo vissuto la 1° e 2° guerra mondiale, farci nascere con la repubblica è persino ridicolo. Noi siamo un paese pesci, profondamente pesci. L’Italia non può identificarsi con l’avvento della repubblica come forma governativa. Il tema di giugno ci parla semmai degli attuali governi, della loro capacità di gestire la res publica.

Non siamo un paese diverso da quello che acclamò Vittorio Emanuele II, siamo solo passati al sistema repubblicano. Poi il 18 febbraio 1861 ci fu la prima seduta del parlamento italiano che acclamò il re Savoia, il quale il 14 marzo firmò il decreto di nascita del regno d’Italia accettando l’incarico di sovrano, e il decreto divenne legge il 17 marzo 1861.

Mi sono avvicinata con lo stesso scrupolo alla stira degli Stati Uniti: quando possiamo considerare la loro nascita? Storicamente si commemora il 4 luglio, in onore della dichiarazione d’Indipendenza firmata in quella data da Washington. Ma gli astri non si regolano con le firme, bensì con la nascita e morte di qualcosa, o con la sua profonda trasformazione in qualcosa di completamente diverso.

Dopo studi e ricerche approfonditi, ho individuato la data più pertinente: 9 aprile 1865 alle ore 15.45, ad Appomattox.

In quel momento storico il generale Lee firmò la resa degli stati del Sud all’unione nordista.

Cito da Wikipedia: “Vestito con un’immacolata uniforme grigia, gli stivali perfettamente puliti, una sciarpa rossa ai fianchi, la sciabola con l’elsa d’oro cesellato, Lee attese l’arrivo di Grant. Questi, cui il mal di testa era improvvisamente scomparso al momento in cui aveva ricevuto la prima nota di Lee, giunse alle 13.30, accompagnato dal suo Aiutante, …Dopo essersi stretta la mano prevalse fra i due un sentimento di malinconia….. Dopo aver redatto i termini della resa, entrambi i generali firmarono il documento alle 15.45 di quella domenica 9 aprile 1865. Al momento in cui Lee lasciò la casa e galoppò verso i suoi uomini, gli ufficiali di Grant presero a fischiare e a inneggiare, ma Grant chiese che cessassero immediatamente, in segno di rispetto per Lee e il loro formidabile nemico.

Un intero modo di pensare all’economia e alla modernità si allontanò dalle pagine di storia galoppando con il generale Lee; e apparve, come una fenice dalle cenere di polvere da sparo, la vera e prima Nazione degli Stati Uniti: poiché quella uscita dalla dichiarazione del 1776 era solo, nei fatti, un’unione politica di stati diversi, fondati da etnie diverse in secoli diversi, riuniti per far fronte comune all’Inghilterra imperialista che ne voleva il dominio, ma per il resto assai lontani in questioni come gestione economica, legislazione, fede religiosa, in alcuni casi persino lingua parlata.

La guerra di secessione diede a quegli stati , tutti, quello che mancava loro per essere davvero una nazione: un passato comune, del sangue versato insieme, delle date da tutti ricordate, dei personaggi da tutti riconosciuti come grandi AMERICANI; e leggi comuni, ambizioni comuni, e non ultima una forte migrazione interna che addolcì molte differenze favorendo quel melting pot, crogiuolo di razze e culture, di cui vanno molto fieri. Per ragioni diverse da quelle che vedo io, prima di me lo spiegò D.W. Griffith in quel meraviglioso capolavoro del cinema che è, appunto la “Nascita di una nazione”, girato nel 1915 con i reduci ancora vivi, uno dei film privi di suoni che hanno fatto registrare i maggiori incassi della storia.

MI sento di sostenere che la firma di quella resa cancellò con un tratto nero un puzzle per regalarci un quadro. E le stelle?

Io non so come si sia potuto ritenere che gli Usa fossero del Cancro. Da come li giri, non vedo assonanze, nemmeno volendo calcare la mano.

Il tema eretto per la data da me indicata si presenta con un perfetto sole Ariete, in casa VIII, gli investimenti e i grandi capitali, al trigono di Urano in X: successo e predominio anche grazie ad un’elevatissimo sviluppo tecnologico, per il quale non si lesinano investimenti; ritorno del valore casa VIII.

E poi, non si può certo negare che il belligerante Ariete ci parli degli Usa più del timido e introverso Cancro.

Urano in X, cambiare il mondo, e dominarlo, tramite l’innovazione: l’uomo sulla luna, adesso internet, e i social media, in futuro chissà.

Marte sempre in X: l’arte della guerra al servizio della politica, connesso in sestile con plutone anche in casa VIII: le armi nucleari (pluto) gestite da marte per scopi militari e di predominio.

Asc in Vergine: l’etica del lavoro come base della costruzione di maturità e autonomia, meritocrazia, unico paese al mondo in cui un lustrascarpe emigrato, lavorando sodo e risparmiando e investendo, poteva divenire il miliardario Carnegie. Come disse il mio professore di Letteratura americana, “negli Usa è successo solo una volta, ma in Europa mai, è la differenza fra il si e il no”.

Luna in Bilancia, mal messa da sole, marte, urano, giove, è il costante rinunciare alla via diplomatica a favore del conflitto. Sfortuna generale delle donne al comando: mi ricordo che quando Hillary Clinton si candidò, prima perse la candidatura del suo partito conto Obama e poi le elezioni contro Trump; e non potei non notare che in Usa, terra ancora intrisa di razzismo, piuttosto che una donna hanno preferito votare un nero. La luna così mal disposta ci racconta anche l’assenza di una madre, cioè la nascita a ondate dei vari stati, la rivolta contro l’inghilterra matrigna e la guerra civile come momento fondante.

Concluderei ( ma ci sarebbe tanto da dire) con quello che a me appare il dato persino più importante: Giove in casa IV, il suolo patrio, opposto pesantemente ai valori di casa X: chi ha studiato un minimo la storia degli Usa, sa che il mito della frontiera è uno dei valori più forti di quel popolo.

Giunti nelle terre del nord America, prima i pellegrini poi i coloni si trovarono solo km e km quadrati di terra da arare, di fiumi da pescare, di legname per costruire. La storia americana è la storia delle persone che approdate nel new jersey hanno cavalcato e colonizzato e costruito fino alla California, e quando la frontiera è finita, è arrivata la Luna, e poi chissà, per loro ci sarà sempre un terreno da esplorare e far sviluppare, cioè la casa X.

Cosa ci dice il tema per le elezioni? Devo dire non moltissimo: gli Usa non sono fatti dai loro presidenti, ma dal loro spirito. Credo però che il transito di grande cambiamento dato da Urano e Marte in casa VIII, pretendano un passaggio di consegne, QUINDI A FAVORE DI BIDEN.

Urano nei prossimi anni arriverà in casa IX, quindi un sostanziale cambiamento di politica estera, ma fin dal prossimo gennaio, saturno e giove in trigono alla difficile Luna natale in bilancia, potranno rendere evidenti alle folle ( la luna, sempre) una maggiore moderazione e riflessività rispetto al carattere da zampata leonina del vecchio Trump.

Inoltre, se vi divertite a verificare il segno più frequente fra i presidenti americani, noterete che è lo Scorpione: e mi pare l’ultima prova che il mio ragionamento è corretto: come vedete, in casa VIII, cosignificante scorpio, trovate uno stellium con sole, mercurio e plutone in dignità. Ebbene, Biden è dello scorpione.

Può darsi che non sia bastevole, e che i cambiamenti che prevedo siano attuati dal gemelli Trump, che tira fuori l’altro gemello….e si trasforma. Ma mi sembra più complesso, anche se il MC americano è in gemelli come il sole appunto del magnate. Una chicca: l’unico presidente ad avere il sole congiunto strettamente al MC degli Usa è forse il più famoso e amato: Kennedy.

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