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Ma il cielo è sempre più blu

Buon anno, dal profondo del mio cuore, a chi mi legge, a chi spera, a chi si suda il salario, a chi ama l’amore e i sogni di gloria, ……………. Chi tira al bersaglio, chi vuole l’aumento, chi gioca a Sanremo…

Perché sappiate che il cielo, come cantava il compianto Rino Gaetano, è sempre più blu.

È in preparazione un cambiamento dei valori d’elemento in cielo, che, come scrissi tempo fa, passa da una sintonia totalmente acqua – terra a quello fuoco -aria. Costruzione ed emozione, raziocinio e fanatismo, ma anche fame di denaro e sogni ad occhi aperti lasceranno il passo a intelletto ed energia, battaglie ed epocali cambiamenti culturali e tecnologici. Ma… noi non vedremo effetti così significativi se non arriva l’anno prossimo.

Vediamo il perché: nettuno è ancora in pesci come saturno, urano ancora in toro, Giove in toro per metà anno, e il mitico Plutone in aquario ci entra ma poi ne riesce, e per quanto nove mesi non siano pochi anzi, bastevoli per formare un bel trigono con Giove in gemelli, la velocità di crociera è appena accennata e per un astro dal passo lento come il decimo pianeta, è davvero poco per constatare degli effetti a livello mondiale.

In poche parole, quello del 2024 non è l’anno dei cambiamenti, perché in cielo non ci sono tanti spostamenti esiziali, ma sarà – e permettetemi di esserne davvero felice – la conclusione di tutto quello che è stato iniziato, avviato, posto in essere precedentemente.

Nel 2025 nettuno entra in ariete e urano in gemelli, plutone si stabilizzerà in aquario, e allora sarà possibile iniziare quel profondo cambiamento che attende l’umanità.

So che tutti attendiamo un periodo di maggiore sicurezza politica, psicologica, economica. Le persone per strada hanno uno sguardo triste. Ma per ora dobbiamo limitarci ad una speranza verso l’avvenire piena di attesa, ma con la consapevolezza che il cielo sta rischiarando e che nel giro di alcuni mesi già vedremo alle nostre spalle certe angustie.

Perché anche se l’universo sta preparando la svolta che avverrà nel 2025, sappiamo che esso non funziona come una chiave: apri porta, chiudi porta, ma che tutto è un lento fluire e defluire, quindi inizieremo almeno a percepire od immaginare il calore e il coinvolgimento degli eventi.

Cosa dobbiamo quindi aspettarci in questo anno? Quello che accade sempre, morti e nascite, nuove invenzioni e nuovi problemi, nuovi amori e nuovi fanatismi, terremoti ed estati caldissime, governi che cadono e politici in ascesa. Ci saranno eventi che ci sembreranno grandiosi, nel bene e nel male, ma che alla fine non entreranno nei libri di storia al pari della Rivoluzione francese.

Una sospensione di preparazione in cui galleggeremo finché l’energia delle fiamme e i tornado dell’aria non riusciranno a trasportarci in nuove dimensioni e nuove sfide.

I prossimi lustri ci vedranno alle prese con guerre di fanatismo soprattutto religioso (nettuno in ariete) che potrebbe anche essere, come ho già detto, una nuova primavera araba. Con la fine definitiva di ogni vecchio modo di comunicare (urano in gemelli).

Ma, la nuova grande sfida, sarà il rapporto fra uomo e intelligenza artificiale, con la macchina. I primissimi assaggi di Plutone in acquario hanno portato nelle nostre vite l’A.I. che per ora è un giochino, un supporto, uno strumento per ottimizzare il lavoro e rendere tutto più veloce. Ma, l’intelligenza artificiale impara. Non è statica. Non è il web che, quando stacchi il wi-fi non è c’è. Quando torni, ti riconosce.

Sa chi sei. Cosa ti piace. Per lavoro o passione, tutti ne vorremo sempre di più e la grande sfida sarà utilizzarla per salvare vite, diffondere cultura, risolvere problemi filosofici e matematici come è già successo, e non per sottrarre lavoro alla mano d’opera, dominare il circostante, raggiungere il monopolio di qualcosa.

La creatività dovrà rimanere appannaggio dell’essere umano, e il passaggio di Plutone in opposizione al leone come signore della casa V, quella della capacità di creare, da un figlio ad un’opera artistica, renderà di certo più sterili le nostre capacità.

Ma apre anche la strada del grandissimo salto tecnologico. Delle operazioni svolte senza la variabile della stanchezza e della disattenzione. Della guida completamente automatica senza incidenti. Della fine della grande fatica fisica nelle fabbriche e nei campi. Di un’umanità che va verso liberazione dalle zavorre che l’hanno asservita, dalle paure che l’hanno tenuta in pugno.

Il cuore leone tiene in vita il corpo, ma il cervello (anche elettronico) acquario tiene in vita l’anima. A noi la sfida di cogliere il passaggio che le stelle ci offrono verso nuove possibilità, e permettetemi, da grande appassionata di fantascienza, di citare star trek: “andare là dove nessun uomo è mai giunto prima”.

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